Dall’architettura all’interior design, fino alla collezione Chalet Therapy realizzata per Varaschin: Ambra Piccin racconta un modo di vivere la montagna fondato su materia, comfort, artigianato, innovazione e relazione con il paesaggio.
La montagna possiede un ritmo, una luce e una dimensione materica che entrano naturalmente nel progetto. Ogni spazio nasce dall’osservazione del luogo e dal dialogo tra architettura, paesaggio e persone. È questa la visione che accompagna da oltre trent’anni il lavoro di Ambra Piccin, architetto attiva a Cortina d’Ampezzo dal 1991 e specializzata nella progettazione di residenze, hotel, SPA e spazi dedicati all’ospitalità.
Nel suo percorso, l’architettura alpina contemporanea diventa un linguaggio capace di accogliere la tradizione dolomitica e accompagnarla verso forme attuali dell’abitare. Materiali naturali, lavorazioni artigianali, tecnologia, luce e comfort partecipano alla creazione di ambienti riconoscibili, costruiti intorno all’esperienza di chi li vive.
Come prende forma l’architettura alpina contemporanea?
Il punto di partenza è il luogo. L’orientamento, il clima, il profilo del terreno, la luce durante le diverse ore della giornata e la relazione con il paesaggio definiscono le prime scelte progettuali. A questi elementi si aggiunge l’ascolto del cliente, che per Ambra Piccin rappresenta una parte essenziale del processo.
Ogni progetto prende forma attraverso il confronto tra esigenze personali, caratteristiche dell’edificio e identità del territorio. Nel residenziale questo metodo consente di creare case nelle quali gli ambienti seguono le abitudini, i gesti e i desideri di chi le abita. Nell’hospitality permette di costruire un’esperienza coerente, capace di accompagnare l’ospite dall’ingresso alla camera, dagli spazi comuni alle aree wellness.
L’architetto coordina un processo integrato nel quale architettura, strutture, impianti e interior design dialogano fin dalle prime fasi. Analisi, pianificazione e controllo accompagnano il lavoro dalle autorizzazioni al cantiere, fino alla consegna. Il cliente dispone così di un unico interlocutore e di una visione complessiva su tempi, costi e qualità.
Quale ruolo hanno materiali, luce e artigianato?
La cultura materiale alpina offre un patrimonio ricco di essenze lignee, pietre, tessuti e tecniche artigianali. Nel lavoro di Ambra Piccin questi elementi diventano parte di un racconto progettuale contemporaneo. Cirmolo, larice, abete, noce e rovere vengono scelti in base alle loro caratteristiche, alle venature e alla risposta alla luce. Il legno dialoga con pietre naturali, vetro, ferro, ceramiche e tessuti, creando ambienti caldi, equilibrati e ricchi di profondità.
Un esempio concreto è l’intervento per l’Hotel Hirben a Villabassa. Nelle AlpineSuite, l’abete asciato e trattato con terre e cere naturali incontra rivestimenti color lavagna, carte da parati atossiche e anallergiche e un progetto illuminotecnico studiato per valorizzare le superfici. Gli spazi wellness seguono la stessa continuità tra materia, funzione e benessere.
La luce accompagna la materia e ne rivela le qualità. Gli arredi su misura completano gli ambienti, mentre il contributo delle maestranze specializzate mantiene vivo il legame con il saper fare italiano. Nell’architettura alpina contemporanea, cultura del progetto e cultura artigianale partecipano alla stessa identità.
Chalet Therapy: come cambia il modo di vivere l’outdoor in alta quota?
Questa ricerca ha trovato una nuova espressione in Chalet Therapy, la collezione outdoor progettata da Ambra Piccin per Varaschin e presentata a Cortina d’Ampezzo, nella cornice del Lago Ghedina. Il progetto nasce da una riflessione sul modo contemporaneo di vivere gli spazi esterni in montagna.
Terrazze, giardini, dehors, lounge panoramiche e aree wellness acquistano una propria identità e diventano luoghi dedicati al relax, alla convivialità e al contatto con la natura. Le forme ampie e avvolgenti trasmettono accoglienza. Il legno, le finiture ispirate alle tonalità della pietra dolomitica e la cura dei dettagli esprimono il carattere alpino attraverso un linguaggio elegante e attuale.
Per Ambra Piccin la montagna è un modo di vivere. Chalet Therapy traduce questa idea in una relazione continua tra persona, arredo, architettura e paesaggio.
La collezione è pensata per il mondo dell’hospitality e per le residenze contemporanee. Sedute da pranzo, poltrone e divani creano isole di benessere all’aperto e portano negli spazi esterni la stessa cura riservata agli interni. L’architettura alpina contemporanea amplia così il proprio racconto attraverso il design di prodotto e l’incontro tra competenze complementari.
Che cosa significa progettare l’alta gamma in montagna?
Nell’alta gamma ogni scelta parte dalla personalizzazione. Gli spazi vengono costruiti intorno alla persona, alle sue abitudini e al tipo di esperienza che desidera vivere. La qualità emerge nella precisione delle proporzioni, nell’acustica, nella gestione della luce naturale, nei materiali piacevoli al tatto, negli arredi realizzati su misura e nell’integrazione discreta degli impianti.
Privacy, benessere e continuità tra interno ed esterno contribuiscono al valore complessivo. Ville e chalet acquistano una forte identità: il paesaggio entra negli ambienti attraverso le aperture, i materiali ne richiamano i colori e ogni dettaglio partecipa alla stessa atmosfera. Questo approccio si estende a boutique, ristoranti, hotel e SPA, dove la qualità del progetto diventa parte dell’accoglienza.
Come può l’architettura creare valore per hotel e SPA?
Nel settore hospitality, architettura e interior design contribuiscono al posizionamento della struttura. Una distribuzione funzionale, un’identità visiva riconoscibile e una relazione armonica tra camere, spazi comuni, wellness e outdoor migliorano l’esperienza dell’ospite e rafforzano il valore dell’immobile.
Lo studio di Ambra Piccin segue progetti complessi attraverso competenze integrate: studi di fattibilità, concept, architettura, strutture, impianti, interior design, pratiche autorizzative, direzione lavori e coordinamento del cantiere. Il metodo consente di allineare strategia, progetto e realizzazione, con attenzione alla sostenibilità ambientale, all’efficienza energetica e all’accessibilità.
Questa impostazione assume un valore particolare nei progetti di riposizionamento alberghiero. L’architettura alpina contemporanea può rinnovare l’identità di una struttura, valorizzarne il rapporto con il territorio e renderla più attrattiva per un pubblico internazionale sensibile al benessere, alla qualità e all’autenticità dei luoghi.
Quale futuro si può costruire per le comunità alpine?
Progettare la montagna significa anche partecipare alla sua vita futura. Abitare, lavoro, artigianato, turismo, formazione e nuove forme di ospitalità sono parti dello stesso sistema. Nel simposio dedicato alle Alpi del 2050, moderato a Cortina da Ambra Piccin in qualità di vicepresidente di ATIC, il confronto tra architetti, docenti e rappresentanti delle istituzioni ha messo al centro la qualità della vita nelle comunità alpine.
La sostenibilità entra in questa visione attraverso il recupero del patrimonio esistente, l’efficienza energetica, la durata dei materiali e l’attenzione alla qualità ambientale degli interni. Anche il dialogo tra progettisti, artigiani e imprese contribuisce a creare competenze, opportunità professionali e una filiera radicata nel territorio.
L’architettura alpina contemporanea raccontata da Ambra Piccin riunisce esperienza, metodo, innovazione e alta gamma in un pensiero coerente. Una casa, un hotel, una SPA o una collezione di arredi diventano espressioni della stessa ricerca: creare luoghi capaci di generare benessere, identità e valore, mantenendo vivo il legame con il paesaggio alpino.