Pannelli finta pietra decorativi per interni

I pannelli finta pietra rappresentano il rivestimento ideale per chi desidera ricreare all’interno della propria casa un ambiente rustico e caldo. E’ la soluzione perfetta per avere stanze con pareti che richiamano murature antiche, pur avendo in casa materiali nuovi e facile da installare.

In fase di ristrutturazione si può optare per le cosiddette pietre ricostruite, ovvero i pannelli in finta pietra. Sono costituiti al 90% da frammenti di pietra naturale miscelati con un 10% di altri leganti, come ossidi di ferro, argilla e cemento. Una volta amalgamati insieme vengono realizzati dei blocchetti singoli o uniti in pannelli di diverse forme.

Questi materiali hanno ottime proprietà tecniche perché sono sottili, antigelivi, ignifughi, impermeabili, di diversi colori e facili da lavorare.

Caratteristiche dei pannelli finta pietra

Proprio per il loro retro piatto le pietre ricostruite si posano alla stregua di normali piastrelle da rivestimento. Hanno uno spessore che può variare tra i 3 cm e 1 cm ed il loro peso è compreso tra i 15 e i 40 kg/mq.

Grande anche la loro versatilità: si possono posare su tamponature in legno o su tramezze di cartongesso. Per far questo è sufficiente mettere una rete metallica nella malta oppure provvedere al fissaggio con tasselli e viti.

Tipologie di pannelli

Tante le tipologie di pietra utilizzata per i pannelli adatti al rivestimento interno. A seconda dello stile della casa e del gusto personale si possono preferire la roccia, il sasso di fiume, la composizione a scaglie, detta anche pietra di Scozia. Molto gettonati anche i mattoncini che ricordano le linee e i colori delle pietre naturali e ben si adattano ad ogni contesto abitativo.

Posa dei pannelli decorativi in finta pietra

I pannelli in finta pietra sono facili da installare alle pareti e richiedono tempi di lavorazione molto ridotti. Si montano con l’ausilio di un trapano mentre se ci sono da fare sagomature o tagli in fase di rifinitura occorrono un seghetto alternativo o una smerigliatrice. Si comincia mettendo il pannello sul muro e lo si fora nella fuga fino ad arrivare alla parete. Poi si mettono tasselli e viti e si coprono queste ultime con lo stucco siliconico apposito.

Con i rivestimenti in finta pietra viene data anche una vaschetta di polvere specifica. Bisogna intingere una spugnetta ruvida asciutta nella vaschetta e tamponare lo stucco siliconico. Si otterrà così lo stesso effetto della pietra o della fuga. Questo procedimento consente di ottenere una superficie armonica e omogenea nella quale le fughe risultano mimetizzate in maniera ottimale con le pietre.

I vantaggi della posa fai da te

Le pietre ricostruite si trovano in vendita nei centri per il bricolage o presso i rivenditori di pavimentazioni. Una volta acquistate si esegue il lavoro di posatura quasi nello stesso modo con cui si posano le piastrelle tradizionali. Essendo molto sottili e leggere non creano particolari problemi di applicazione.

Utilizzando un rivestimento in pietra ricostruita al posto di uno in pietra naturale all’interno di una stanza si acquistano diversi metri cubi di volume. Ciò è dovuto  allo spessore ridotto delle finte pietre. La maggior parte dei pannelli in finta pietra hanno la faccia posteriore piatta per cui anche l’applicazione alla parete risulta veloce e semplice.

Posa dei mattoncini

Posare una pietra ricostruita in mattonelle singole equivale alla classica piastrellatura. Si può utilizzare una manara dentata per stendere la colla direttamente sulla parete oppure procedere mettendola sulla mattonella in finta pietra. In quest’ultimo caso è più facile, se si desidera, lasciare più spazio sul muro tra una pietra e l’altra.

La finta pietra va posata al muro imprimendo una discreta forza in modo che aderisca bene alla superficie. Finito il lavoro di stesura si procede al riempimento delle fughe con malta liquida. L’ideale per la stesura di malte scorrevoli è l’utilizzo di una sacca conica, tipo quelle che si usano in cucina per i dolci. Con questo accorgimento sarà più facile lavorare in modo pulito, senza sporcare troppo le piastrelle.

La malta va poi “tirata” con l’apposito attrezzo per le fughe e poi lasciata indurire parzialmente. A seguire le giunzioni vanno passate con una spazzola rigida. Per fare un bel lavoro dopo qualche giorno si passa sul muro un impregnante siliconico utile a proteggere la superficie, evitando che assorba lo sporco.

About Author

Pasquale Palmiotto

Autore e fondatore di Bioarchitettura e Domotica. Diplomato geometra contro la mia volontà (preferivo liceo classico e lettere), ho dovuto combattere parecchio per ritrovare la strada da cui ero stato allontanato e tornare a fare quello che mi piace di più: scrivere.