Stabilizzato di cava: cos’è, a cosa serve e tipologie

Lo stabilizzato di cava è un materiale inerte prodotto da ghiaie alluvionali di origine calcarea. Si ottiene dalla lavorazione in appositi impianti del misto di roccia o del misto naturale, attraverso la frantumazione e la successiva vagliatura. Per la sua doppia componente terrosa e sabbiosa, in assenza di lavaggio lo stabilizzato è perfetto per la realizzazione di sottofondi stradali e industriali.

Tipologie di stabilizzato

Lo stabilizzato non è tutto uguale ma si differenzia a seconda delle sue origini, della qualità e della purezza e della sua granulometria.

Origini

Lo stabilizzato può essere di origine alluvionale o naturale massiccia. Nel primo caso è ciò che si ottiene dopo un processo di lavaggio, frantumazione e vagliatura di inerte alluvionale. Lo stabilizzato di origine naturale massiccia si produce con la frantumazione e la vagliatura della roccia calcarea.

Qualità e purezza

Lo stabilizzato può essere di prima o seconda scelta, in base al suo grado di purezza. Quando le particelle di cui è fatto sono al 100% di origine naturale il materiale è di prima scelta. Se le particelle derivano invece da materiale calcareo di risulta dalla demolizione di edifici o altre infrastrutture si ottiene uno stabilizzato di seconda scelta.

Capita spesso che si utilizzi maggiormente quello di seconda scelta, sia perché ha costi inferiori, sia perché è ecocompatibile. Lo stabilizzato viene impiegato anche per la produzione di conglomerati bituminosi e calcestruzzi. E’ la legge vigente che ne stabilisce le quantità in misura percentuale.

Granulometria

Lo stabilizzato di cava in genere presenta una granulometria compresa tra 0 e 25 mm o tra 0 e 40 mm. Essa altro non è che la dimensione delle particelle che compongono i materiali inerti.

Gli stabilizzati a granulometria minore rendono più facile e uniforme la coesione del materiale per cui sono quelli più usati per gli strati superficiali dei fondi stradali. Quelli a granulometrie maggiori vengono invece inseriti negli strati più profondi.

Una curiosità: misto granulare stabilizzato, tout venant di cava o misto naturale di cava sono termini diversi che indicano tutti lo stabilizzato.

Quando utilizzare lo stabilizzato di cava

Lo stabilizzato di cava è un materiale inerte dall’elevata resistenza chimico meccanica. Per questo ne viene preferito l’uso in tutti quei settori dove si vuole realizzare una struttura di fondazione con un’ottima capacità portante.

L’esempio migliore per spiegare la destinazione finale dello stabilizzato sono le strade. Esso viene impiegato per la creazione di massicciate stradali, piazzali e per la realizzazione di sottofondi.

Serve anche per riparare e mantenere in buono stato le strade forestali e per la formazione di rilevati, visto l’alto grado di portanza che detiene.

Cos’è un materiale inerte?

Gli inerti o aggregati sono materiali minerali di diversa granulometria e natura, grezzi o raffinati. Essi vengono impiegati perlopiù nel settore edilizio e nelle costruzioni, spesso come base di altri materiali composti. Ne sono un esempio le malte, gli intonaci, i conglomerati cementizi e quelli bituminosi. Oltre allo stabilizzato di cava sono inerti anche la sabbia, l’argilla espansa, la perlite, la ghiaia e la vermiculite.

Materiale inerte riciclato

E’ quel prodotto che scaturisce dalla selezione, pulitura, frantumazione e vagliatura dei materiali non calcarei derivanti dalla demolizione di strutture e infrastrutture esistenti. E’ costituito da materiali definiti dalle normative come rifiuti quali materiali da scavo, mattonelle, ceramiche, mattoni e rivestimenti refrattari.

Prima del loro utilizzo come inerte questi materiali sono sottoposti a specifici trattamenti in impianti appositi certificati. Il riciclato è perlopiù utilizzato negli strati più bassi del sottofondo stradale con una granulometria tra i 20 e i 40 mm.

About Author

Pasquale Palmiotto

Autore e fondatore di Bioarchitettura e Domotica. Diplomato geometra contro la mia volontà (preferivo liceo classico e lettere), ho dovuto combattere parecchio per ritrovare la strada da cui ero stato allontanato e tornare a fare quello che mi piace di più: scrivere.