Expo storia: da Londra 1851 a Milano 2015

La storia dell’Expo è lunga quasi due secoli e nel corso delle varie esposizioni importanti e significativi sono stati i cambiamenti della società e i progressi dell’uomo in tanti settori. Dalla rivoluzione industriale alle scoperte tecnologiche, dall’architettura in ferro e vetro a quella ecosostenibile, la manifestazione è cambiata e cresciuta con l’uomo.

Ci sono state città che hanno ospitato l’evento più volte, ma tutte le edizioni hanno lasciato il segno, migliorando in qualche modo il luogo in cui si sono svolte. Le esposizioni universali sono state sempre un contenitore dove dare spazio a nuovi valori e a nuovi concetti legati ai temi portanti di ogni edizione.

Expo storia

La prima esposizione universale della storia è stata quella che si è svolta a Londra nel 1851. Fu intitolata Great Exibition of the work of Industry of all Nations. Lo scopo dell’evento fu quello di far conoscere al mondo la potenza industriale inglese.

Dal 1923 la manifestazione fu regolamentata ufficialmente grazie alle linee guida stabilite dall’Ufficio Internazionale Esposizioni. Si decise che si sarebbe svolta ogni cinque anni, con una durata di sei mesi almeno.

Le Expo che si sono susseguite nel corso degli anni hanno tutte avuto un tema di fondo.  Spesso il fulcro della manifestazione era legato a tematiche ambientali, alle emergenze alimentari e ad altri problematiche dell’umanità.

Pur avendo una durata limitata le esposizioni universali hanno sempre rappresentato un momento importante nella storia dei Paesi ospitanti. In questo articolo analizziamo la storia dell’Expo, prendendo in considerazione alcune delle manifestazioni più significative.

Primo expo

La prima edizione, quella inglese, vide come protagonista il Crystal Palace, una costruzione all’avanguardia in vetro e ferro che poi fu distrutto da un incendio. L’Expo arriva nel 1876 a Philadelphia in America per la prima volta. E’ ricordata per il grande afflusso di visitatori, 11 milioni, ed è qui che compare sul mercato il Ketchup, prodotto fino ad allora sconosciuto.

Esposizioni universali

La più celebre tra le Esposizioni Universali è quella di Parigi, svoltasi nel 1889. Ricorreva l’anniversario della rivoluzione francese ed è l’anno in cui venne costruita la Tour Eiffel. Il simbolo parigino, alto 324, doveva essere smontato alla fine della manifestazione ma non fu così e lo vediamo ancora oggi.

Anche nel 1900 Parigi ospitò un’altra Expo, che raggiunse e superò i 50 milioni di visitatori, famosa per l’avvento del cinematografo dei fratelli Lumière. Inoltre fu in quell’occasione che vennero edificati la Gare d’Orsay, la Gare del Lyon, il Grand e il Petit Palais e il ponte Alessandro III.

La prima esposizione universale in Italia è quella del 1906 a Milano, vista la recente apertura del traforo del Sempione, che aprì il traffico ferroviario tra Milano e Parigi. Sia il parco Sempione che l’acquario Civico rimasero anche al termine della manifestazione.

Nel 1970 si tenne la prima esposizione in territorio asiatico, a Osaka. Per la prima volta si videro un treno ad alta velocità, un reattore nucleare e un telefono cellulare. Fu allora che si iniziò a focalizzare l’attenzione sul modo migliore per utilizzare le risorse naturali del pianeta.

Il primo anno del terzo millennio è ricordato per i temi legati alla sostenibilità. Nel 2000 l’expo si svolge in Germania, ad Hannover, e qui vengono stilati i “principi di Hannover”. Da qui in poi più si sceglie di utilizzare padiglioni sostenibili a basso impatto ambientale.

Il record di visitatori appartiene alla 34° edizione, quella svoltasi nel 2010 a Shangai, che ha visto la presenza di oltre 73 milioni di persone.

Expo 2015

L’Italia si è presentata all’expo con il tema dell’alimentazione “Nutrire il pianeta, energia per la vita”. Il cibo è il tema centrale e per l’occasione fu costruito l’Albero della Vita, una struttura alta 37 metri in acciaio e ferro. Nel una sorta di vivaio è stato predisposto uno spazio progettato con una struttura a impatto quasi zero, formata da 4 blocchi espositivi.

L’involucro era costituito da 900 pannelli in cemento biodinamico. Si tratta di un materiale ottenuto per l’80% da aggregati riciclati derivanti dagli scarti di lavorazione del marmo di Carrara. Il suo plus è la capacità di catturare gli inquinanti che ci sono nell’aria e trasformarli in sali inerti. Ciò ha consentito di ridurre lo smog in circolazione. Le linee guida sono state l’energia, l’acqua, la natura, le nuove tecnologie e la trasparenza.

Gli altri padiglioni di Expo 2015

All’expo italiana del 2015 sono stati molti i Paesi che hanno trattato all’interno dei loro padiglioni il tema dell’alimentazione in ottica sostenibile. Essi hanno portato in Italia i loro prodotti culinari anche per favorire uno scambio culturale con gli altri popoli.

Israele ad esempio ha denominato il suo spazio “Fields of Tomorrow”. Il tema era quello di far conoscere la tecnica del Vertical planting, per coltivare gli alimenti base come grano, riso e mais su moduli verticali. Questo è un sistema utile per rendere i terreni aridi e incolti in spazi fertili e produttivi.

L’Austria ha puntato sul nutrimento primo in assoluto per l’uomo ovvero l’aria ed ha chiamato il suo padiglione “Breathe”. Lo ha realizzato su una superficie progettata come una grande foresta sulla quale erano presenti numerosi alberi che all’ora producevano 62 kg di ossigeno.

 

About Author

Pasquale Palmiotto

Autore e fondatore di Bioarchitettura e Domotica. Diplomato geometra contro la mia volontà (preferivo liceo classico e lettere), ho dovuto combattere parecchio per ritrovare la strada da cui ero stato allontanato e tornare a fare quello che mi piace di più: scrivere.